Épisodes

  • Non c’è amore senza dolore
    Jan 22 2026

    Nel contesto solenne dei vespri di sant’Agnese, celebrati nella cappella del Palazzo Doria Pamphili, l’omelia del cardinale Fortunato Frezza ha offerto una meditazione intensa e radicale sul cuore del messaggio evangelico: la beatitudine che passa attraverso la sofferenza accolta per Cristo.

    Riprendendo le parole dell’Apostolo, che a loro volta riecheggiano il Discorso della Montagna, il Cardinale ha ricordato come il Vangelo non prometta l’assenza del dolore, ma una trasformazione profonda della sofferenza quando essa diventa testimonianza. “Beati voi quando vi perseguiteranno”: parole che attraversano i secoli e che sono giunte fino a noi grazie a uomini e donne, giovani e anziani, che hanno fatto di questo annuncio un vero codice di vita.

    La riflessione si è concentrata sul significato autentico del martirio: testimonianza suprema di Cristo, inaugurata dal Signore stesso sulla croce e proseguita nella storia della Chiesa attraverso il sangue dei martiri. Un sangue che non ritorna nelle vene, ma che feconda la terra e la trasforma, così come trasforma la vita dei credenti che vi entrano in contatto.

    In questo orizzonte si colloca la figura di sant’Agnese: lontana nel tempo, ma sorprendentemente presente, capace ancora oggi di “crescere” nella vita della Chiesa. Il suo esempio non è solo memoria del passato, ma immagine viva di ciò che Cristo ha compiuto per noi e di ciò a cui ogni credente è chiamato: trovare pace, gioia e pienezza nell’appartenenza a Cristo, anche quando essa passa attraverso il sacrificio.

    Un’omelia che richiama con forza una verità spesso dimenticata: non c’è amore senza dono totale di sé, e non c’è autentica testimonianza cristiana senza la disponibilità a condividere, fino in fondo, la logica della croce.



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    4 min
  • Dal Giordano al nostro tempo: la forza silenziosa dell’umiltà cristiana
    Jan 13 2026

    Con la festa del Battesimo del Signore si chiude il tempo del Natale, ma si apre una delle rivelazioni più profonde sull’identità di Gesù. Nell’omelia tenuta l’11 gennaio 2026 nella chiesa di Santa Maria in Cappella, il diacono don Massimiliano Floridi accompagna i fedeli dentro il mistero di un Dio che sceglie l’umiltà come via della salvezza.

    Perché Gesù, senza peccato e Figlio di Dio, accetta il battesimo di Giovanni, un rito di purificazione riservato ai peccatori? La risposta non è teorica, ma esistenziale: Gesù sceglie di condividere fino in fondo la condizione umana, di “adempiere ogni giustizia” aderendo al progetto del Padre insieme agli uomini, non sopra di loro.

    Il battesimo al Giordano diventa così una manifestazione luminosa di un Dio che non si impone, ma serve; che non si esalta, ma si abbassa; che non domina, ma accompagna. In un mondo segnato da violenza, arroganza, guerre e nuove forme di suprematismo, questa festa interpella profondamente la coscienza personale, comunitaria e persino sociale dei cristiani.

    L’omelia si conclude come un forte appello alla testimonianza: se Cristo ha scelto la via dell’umiliazione e del servizio, quanto più noi siamo chiamati a riconoscere i nostri limiti e a rendere visibile, ciascuno nel proprio ruolo, la luce discreta ma potentissima del Vangelo.



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    6 min
  • Epifania del Signore: il mistero del Verbo fatto carne
    Jan 11 2026

    Con la solennità dell’Epifania del Signore si conclude il tempo liturgico del Natale, durante il quale la Chiesa ha ripercorso gli eventi decisivi della storia della salvezza legati alla nascita del Figlio di Dio. Nell’omelia pronunciata il 6 gennaio 2025 nella chiesa di Santa Maria in Cappella, padre Roberto Spataro, Salesiano, ha offerto una profonda riflessione sul mistero dell’Incarnazione, mettendo in dialogo liturgia, arte e musica sacra.

    Padre Spataro ha ricordato come l’arte sacra, nelle sue molteplici forme, abbia da sempre raccontato questi eventi straordinari: non solo attraverso le arti visive, ma anche tramite la musica sacra, capace di tradurre in suono la Parola di Dio. In questo contesto si inserisce l’esecuzione, durante la comunione eucaristica, del canto gregoriano Puer natus est in Bethlehem, composto da quindici strofe che narrano i principali episodi evangelici della Natività: dall’Annunciazione alla nascita a Betlemme, dalla visita dei pastori all’adorazione dei Magi, arricchiti da riferimenti profetici come la presenza del bue e dell’asino, annunciata da Isaia.

    Con poesia sobria ed essenziale, il canto gregoriano – ha sottolineato il celebrante – accompagna l’anima nel mistero, sostenendo con la bellezza delle sue melodie le parole della Sacra Scrittura tradotte in musica. Ma è nella penultima strofa che emerge il significato più profondo del Natale:Ut redderet nos homines Deo et sibi similes — un bambino è nato a Betlemme per renderci simili a Dio Padre e a se stesso.

    Qui si manifesta il cuore del mistero dell’Incarnazione: il Figlio di Dio non è venuto ad abolire il dolore, la malattia o la morte, realtà che accompagnano la condizione umana, ma a trasfigurare l’uomo, rendendolo partecipe della vita divina. Un tema caro anche a Benedetto XVI, richiamato nell’omelia, che invita a comprendere il Natale come l’inizio di una trasformazione radicale dell’umanità.

    L’omelia è proposta anche nel video integrale, per permettere a tutti di riascoltare e meditare questo ricco insegnamento nel contesto della liturgia dell’Epifania.



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    10 min
  • Le tre vie: omelia di padre Roberto Spataro
    Jan 5 2026

    “Dio ha posto la sua dimora tra noi” – Omelia di padre Roberto Spataro SDBSanta Maria in Cappella, 4 gennaio 2026 – II Domenica dopo Natale

    Nell’omelia pronunciata nella chiesa di Santa Maria in Cappella in occasione della Messa della seconda domenica dopo Natale, padre Roberto Spataro, Salesiano, ha guidato i fedeli a riscoprire il significato profondo e sempre attuale del mistero della Natività.

    Il Natale, ha ricordato il celebrante, non è solo un evento del passato, ma la rivelazione di una presenza: il Figlio di Dio è venuto ad abitare con noi, facendosi – con un’immagine efficace – “coinquilino della nostra esistenza”. Una presenza che non si è conclusa con l’Ascensione, ma che continua, come Cristo stesso ha promesso: “Io sarò con voi fino alla fine dei tempi”.

    Come riconoscere oggi questa presenza del Signore, che non percepiamo più visibilmente? Padre Spataro ha indicato tre vie fondamentali, affidateci dalla tradizione viva della Chiesa:

    * La via dei sacramenti, nei quali continua l’azione stessa di Cristo: nella Santa Messa è Lui che si offre, nella Confessione è il suo sangue che purifica e risana.

    * La via mistica, l’abitazione interiore di Dio nell’anima di chi lo ama e osserva i suoi comandamenti, secondo la promessa fatta da Gesù nel Cenacolo.

    * La via della carità, attraverso la quale Cristo si identifica con ogni uomo e ogni donna nel bisogno: “Tutto quello che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

    Il messaggio è chiaro e impegnativo: il Signore abita in mezzo a noi e non possiamo ignorare la sua presenza, una presenza che salva, che dona la vita eterna e che illumina anche la preghiera per i nostri fratelli e sorelle defunti.

    Un’omelia semplice e profonda, che invita ciascuno a vivere il tempo natalizio come una realtà permanente: Dio con noi, oggi.



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    5 min
  • Le oblate di Santa Francesca Romana
    Dec 5 2025

    Domenica 30 novembre 2025, nella suggestiva cornice della Chiesa di Santa Maria in Cappella a Trastevere, si è svolto l’incontro dal titolo “Le Oblate di Santa Francesca Romana: una storia poco conosciuta”. L’appuntamento ha raccolto un pubblico attento, desideroso di approfondire una pagina affascinante e spesso dimenticata della storia religiosa della città eterna.

    L’iniziativa ha visto la partecipazione del Mº Aurelio Porfiri, musicista, autore e promotore culturale, della professoressa Alessandra Bartolomei Romagnoli, storica specializzata nello studio delle istituzioni religiose femminili, e del diacono Massimiliano Floridi, che ha offerto un contributo pastorale.

    I relatori hanno ripercorso l’origine e l’evoluzione delle Oblate di Santa Francesca Romana, comunità nata nel XV secolo attorno alla figura carismatica della santa trasteverina, nota anche come la più romana delle sante. È stata evidenziata la loro missione peculiare: una forma di vita consacrata nel mondo, caratterizzata da preghiera, carità e servizio silenzioso, mantenuta nei secoli con ammirevole fedeltà.

    L’incontro ha offerto spunti preziosi per comprendere il ruolo delle donne nella vita spirituale romana e la continuità di una vocazione che, pur nella discrezione, ha segnato profondamente il tessuto ecclesiale e sociale della città.

    La serata si è conclusa con un vivo interesse del pubblico, che ha dimostrato il desiderio di conoscere e valorizzare questa eredità spirituale ancora così attuale.



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    54 min
  • Fine ultimo della musica è il silenzio
    Dec 2 2025

    In questo video, il Mº Aurelio Porfiri riflette sul ruolo fondamentale del silenzio nella musica e nella liturgia. Secondo il Maestro, il silenzio non è semplice assenza di suono, ma rappresenta la massima pienezza del suono stesso. Purtroppo, come sottolinea, l’educazione al silenzio è spesso assente: molti di noi non hanno ricevuto la formazione necessaria per vivere e apprezzare questa dimensione. Porfiri racconta il piacere che prova entrando nelle chiese vuote, dove il silenzio crea un’atmosfera spirituale profonda, un’esperienza spesso assente anche nelle nostre celebrazioni liturgiche. Il Maestro invita a riscoprire una vera pedagogia del silenzio, evidenziando come persino i sacerdoti siano spesso diseducati a questa pratica, sentendo la necessità di riempire ogni momento della Messa con commenti e monizioni.

    Un invito a riscoprire il silenzio come spazio di pienezza, ascolto e contemplazione.



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    1 min
  • Il Miserere di Gregorio Allegri
    Nov 17 2025

    In questo video proponiamo la conferenza del Mº Aurelio Porfiri dedicata al celebre Miserere di Gregorio Allegri, tenutasi il 16 novembre 2025 nella suggestiva cornice della chiesa di Santa Maria in Cappella.

    Con la consueta chiarezza e profondità, il Mº Porfiri guida il pubblico alla scoperta di uno dei brani più affascinanti e avvolti dal mito della tradizione musicale romana. Attraverso fonti storiche, aneddoti, testimonianze dei contemporanei e una ricca contestualizzazione liturgica, la conferenza illumina non solo la genesi del Miserere, ma anche la sua straordinaria fortuna nei secoli.

    Il risultato è un percorso affascinante tra storia, arte e spiritualità, che rivela come una singola composizione sia divenuta un simbolo della Cappella Sistina e un punto di riferimento imprescindibile della musica sacra occidentale.



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    39 min
  • Le ultime realtà: escatologia nell’epoca contemporanea
    Nov 5 2025

    Una conferenza sull’escatologia e le ultime realtà si è tenuta domenica 2 novembre 2025 alle ore 16 nella chiesa medievale di Santa Maria in Cappella a Roma. Questo incontro ha proposto una riflessione profonda sul significato delle ultime realtà, con un’attenzione speciale all’escatologia cristiana, che interpreta gli eventi finali della storia e il destino ultimo dell’uomo e del mondo.Il M° Aurelio Porfiri ha moderato un dibattito coinvolgente, che ha visto la partecipazione di figure di spicco come padre Roberto Spataro e don Dimitri Artifoni. Entrambi i relatori hanno offerto contributi ricchi di spunti teologici e pastorali, esplorando come la fede cristiana illumina il cammino verso la fine dei tempi e la speranza di una nuova vita.L’evento ha voluto essere un momento di confronto aperto e di approfondimento per chi desidera comprendere meglio le prospettive escatologiche, stimolando un dialogo sulle grandi domande legate al destino umano e all’eternità.



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    1 h et 14 min