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La Sveglia di Giulio Cavalli

La Sveglia di Giulio Cavalli

Auteur(s): Giulio Cavalli
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Dal lunedì' al venerdì, ogni mattina, la sveglia per il quotidiano La Notizia. E poi le letture. E tutto quello che ci viene in mente.

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Politique
Épisodes
  • Occhi su Gaza, diario di bordo #168
    Mar 14 2026
    Il cinque luglio 2024 cinque riservisti della Force 100 trascinano un prigioniero palestinese in un'area delimitata con scudi per sottrarsi alle telecamere. Il video esiste, è stato trasmesso dalla televisione israeliana. Il detenuto arriva all'ospedale con costole rotte e un retto perforato. Subisce un intervento chirurgico. Viene rimandato a Sde Teiman.
    Il dodici marzo 2026 l'avvocato generale militare israeliano archivia tutte le accuse. Le immagini non bastano a provare un abuso abbastanza grave da giustificare una condanna. La vittima, rilasciata a Gaza, non può testimoniare. Si trova a Gaza, sotto i bombardamenti israeliani.
    Il premier Benjamin Netanyahu saluta l'archiviazione: sono combattenti eroici. Il ministro della Difesa Israel Katz si congratula con i soldati. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich chiede il processo per Yifat Tomer-Yerushalmi, la procuratrice che aveva autorizzato la diffusione del video. Tomer-Yerushalmi si era dimessa mesi fa — non per aver gestito male il caso, ma per aver permesso che le prove venissero viste.
    L'undici marzo, Paesi Bassi e Islanda depositano alla Corte internazionale di giustizia le dichiarazioni di intervento nel caso Sudafrica contro Israele, diventando il diciottesimo e diciannovesimo stato a farlo. I Paesi Bassi argomentano che deportazioni forzate, ostruzione degli aiuti e atti contro i bambini possono costituire condotta genocidaria rilevante per l'intento. L'Islanda sostiene che l'intento genocidario può essere desunto da un insieme di condotte.
    Sari Bashi, direttrice esecutiva del Public Committee Against Torture in Israel, commenta l'archiviazione: «L'avvocato generale militare ha appena concesso ai soldati la licenza di stuprare, purché la vittima sia palestinese».


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  • Occhi su Gaza, diario di bordo #167
    Mar 14 2026
    Prima di ordinare i bombardamenti sull'Iran, il Segretario alla Difesa americano Pete Hegseth aveva già smantellato le unità del Pentagono incaricate di limitare le vittime civili. Lo riferisce HuffPost l'11 marzo 2026. A febbraio 2025 Hegseth aveva rimosso i vertici del JAG Corps — gli avvocati militari delle tre forze armate — definendoli «ostacoli agli ordini del comandante in capo». Rosa Brooks, docente di diritto alla Georgetown University, aveva già scritto: «È quello che fai quando pianifichi di violare la legge: elimini gli avvocati».
    Il metodo era già stato sperimentato a Gaza. I sistemi di targeting basati sull'intelligenza artificiale Lavender e The Gospel — documentati da Access Now nel 2024 — avevano automatizzato la selezione degli obiettivi nella Striscia. Akbar Shahid Ahmed di HuffPost ha scritto il 12 marzo che Israele applica la «logica di Gaza» al Libano con la benedizione di Trump. Sul New York Times del 10 marzo Thomas Friedman ha scritto che Netanyahu «sarebbe probabilmente felice di fare dell'Iran un'altra Gaza».
    Le autorità iraniane contano oltre 1.300 civili uccisi in dodici giorni. Il primo giorno, un bombardamento in doppio colpo ha distrutto la scuola elementare femminile di Minab: 168 bambine. A Beirut, nel quartiere di Ramlet al-Bayda, l'IDF ha ucciso otto persone e ferito trentatré tra famiglie che dormivano in tende sul mare. AP ha documentato nella stessa notte attacchi israeliani su campi degli sfollati a ovest di Gaza City. L'IDF ha dichiarato di non essere «a conoscenza di un attacco in quella zona».
    L'11 marzo, davanti ai giornalisti al Pentagono, Pete Hegseth ha letto il Salmo 144: «Benedetto il Signore che addestra le mie mani alla guerra. Possa il Signore dare forza incrollabile e rifugio ai nostri guerrieri». Ha concluso: «Amen».



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  • Occhi su Gaza, diario di bordo #166
    Mar 12 2026
    Il 10 marzo 2026, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito il progetto E1 — 3.400 unità abitative su dodici chilometri quadrati a est di Gerusalemme, autorizzato dal governo israeliano nell'agosto 2025 — «un grave errore». Ha convocato il ministro degli Esteri Johann Wadephul a Gerusalemme per ribadirlo. «È cruciale che noi europei trasmettiamo questo messaggio insieme», ha dichiarato Merz a Berlino.
    La parola errore presuppone una deviazione accidentale. Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze con delega agli insediamenti, aveva già risposto mesi prima che Merz parlasse. Nel 2025 aveva dichiarato: «Lo Stato palestinese viene cancellato dal tavolo, non con slogan ma con azioni. Ogni insediamento è un altro chiodo nella bara di questa idea pericolosa». Non un errore. Un programma enunciato prima che Berlino aprisse bocca.
    Ehud Olmert, premier israeliano dal 2006 al 2009, lo chiama con altre parole. Su Haaretz ha scritto che in Cisgiordania è in atto «un tentativo violento e criminale di pulizia etnica», con polizia, esercito e Shin Bet come complici. L'Ufficio dell'Alto Commissariato ONU per i diritti umani, nel rapporto del 19 febbraio 2026, solleva le stesse preoccupazioni: attacchi sistematici e trasferimenti forzati sembrano orientati a uno spostamento permanente della popolazione palestinese.
    Nel 2025, secondo i dati ONU, l'espansione degli insediamenti ha raggiunto il livello più alto dal 2017. In Cisgiordania vivono 700.000 coloni israeliani tra 3 milioni di palestinesi. Il progetto E1 è già in gara d'appalto.
    Merz chiede che Israele rinunci all'E1. Smotrich nel 2025 aveva già risposto alla domanda che nessuno gli aveva ancora posto: «Lo Stato palestinese viene cancellato dal tavolo non con slogan ma con azioni». La parola errore non era contemplata.


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